10 Agosto 2019

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Aoshima e Tashiro-Jima: le isole dei gatti

Sapete che esistono delle isole popolate prevalentemente da gatti?

Due tra le più originali si trovano in Giappone, nazione dove i gatti sono amatissimi. Si tratta di Aoshima e Tashiro-Jima.

Aoshima

Aoshima è un’isola piccolissima, praticamente una striscia di terra con un perimetro di neanche un kilometro, situata nel sud del Giappone.

Attualmente  conta 20 persone tra i 50 e gli 80 anni e ben 120 gatti: un rapporto di 1 a 6!

Ma qual è la storia dell’isola? A metà del 900 era popolata prevalentemente da pescatori ed infestata dai topi che facevano man bassa dei viveri.

Non è chiaro se i gatti siano arrivati sull’isola per caso o portati intenzionalmente.

Certo è che sbarcati dai pescherecci trovarono l’isola ideale, tranquilla, senza pericolo di essere falciati da qualche veicolo dal momento che sull’isola non circolano macchine, motorini e neppure biciclette.

Inoltre, non ci sono predatori e a quel tempo c’erano invece tantissimi topi. La popolazione si affezionò subito ai gatti che iniziarono a moltiplicarsi in modo esponenziale.

Verso gli anni ‘60 l’isola iniziò a spopolarsi perché gli abitanti si spostarono sulla terraferma alla ricerca di migliori occasioni di lavoro.

Dai 900 abitanti della metà del 900 si arrivò alla ventina attuali. Rapidamente la notizia dell’esistenza di un’isola così particolare si diffuse in Giappone tra gli amanti dei gatti.

Presto la sua fama perfino varcò i confini nazionali e Aoshima divenne meta di turismo internazionale per godere della vista di tanti gatti e scattare foto diffuse poi sul web.

Mancano strutture recettive e sull’isola vi sono solo le abitazioni dei pochi residenti e tantissime case abbandonate, dove i gatti si aggirano indisturbati.

I turisti sono presenti solo nelle ore diurne, quando i gatti vengono coccolati e amorevolmente sfamati, poi di notte l’isola ripiomba nel silenzio e ridiventa regno dei gatti.

Tashiro-Jima

L’isola di Tashiro-Jima è situata nella parte orientale del Giappone ed è molto più grande.

Vanta sempre un numero considerevole di gatti rispetto agli uomini, circa 800 gatti contro 100 abitanti, ma alimenta un turismo residenziale.

Il primo gruppo di gatti venne portato sull’isola nella prima metà dell’800, sempre per contrastare un’infestazione di topi che minacciavano la bachicoltura, allora principale attività degli isolani.

I gatti riuscirono a salvare l’economia dell’isola e da allora divennero oggetto di venerazione a tal punto che vennero eretti dei veri e propri santuari a loro dedicati.

Si narra che il primo santuario fu eretto da un pescatore che accidentalmente uccise uno dei gatti presenti sull’isola e non riuscendo a darsi pace decise di costruire un santuario a lui dedicato.

I gatti amati e coccolati dalla popolazione proliferarono e la colonia raggiunse la grandezza attuale.

Nell’isola è vietato l’ingresso dei cani, proprio per non arrecare ai gatti alcun tipo di disturbo.

Sull’isola si possono ammirare sculture ispirate ai gatti, opere di artisti manga ed edifici a forma di gatto; tra questi ricordo delle simpatiche casette nelle possono alloggiare i turisti.

Ecco la foto. Carine, vero?

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