2 Febbraio 2020

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Come si sviluppa l`artrosi nel cane passo passo? Come prevenirla/rallentarla?

Per capirlo, dobbiamo prima chiarire una proprietà fondamentale della cartilagine articolare: la sua capacità di sopportare una compressione di 1 Kg per centimetro quadrato.

Tuttavia, in un cane con un’articolazione displasica, la superficie articolare è minore: ogni centimetro quadrato deve sopportare più di 1 kg di peso.

Questo è un problema specialmente quando il cane è in movimento (salta o corre), quindi il peso che grava sulla cartilagine articolare aumenta.

Quindi?

L’eccessivo peso per centimetro quadrato, porta ad un’infiammazione dell’articolazione, che nel tempo causa la degenerazione della cartilagine stessa.

Tale processo degenerativo innesca una serie di processi a cascata che vengono ad interessare le altre componenti dell’articolazione, coinvolgendo progressivamente varie componenti dell’articolazione: cartilagine articolare, liquido articolare, sinoviale, osso.

Questo processo, chiamato artrosi, non è istantaneo ma si sviluppa nel tempo, causando progressivamente un dolore sempre maggiore al nostro amico e quindi una riduzione del suoi movimento.

Il fatto che il cane si muove sempre meno, inoltre, provoca un aumento di peso, aumentando la massa grassa e quindi l’infiammazione e riducendo ancora di più il movimento.

Cosa possiamo fare?

È importante riuscire a scoprire quali sono i primi sintomi che compaiono per cercare di individuare il processo degenerativo all’inizio e cercare di rallentare il suo sviluppo.

Tra le varie possibilità dobbiamo distinguere tra le azioni che possiamo compiere per prevenire la patologia e quelle che possiamo compiere per trattarla quando si presenta.

Prevenzione

Una delle cause principali dello sviluppo di questa patologia è l’origine genetica. Molte razze, infatti, come bovaro bernese, rottweiler, labrador retriever, pastore tedesco, terranova, san bernardo sono predisposte allo sviluppo della displasia dell’anca, del gomito, della spalla, del tarso ecc

Questo comporta uno sviluppo anomalo delle articolazioni con conseguente degenerazione cartilaginea e nel tempo displasia che spesso porta allo sviluppo di artrosi a livello articolare.

Ecco quindi l’importanza, se acquistiamo il nostro cane da un allevatore, di assicurarci che abbia antenati che hanno ottenuto un certificato di assenza di queste patologie.

Questi dati sono ricavabili dalle informazioni ottenute dagli allevatori della cucciolata e dal pedigree dei genitori stessi.

E dopo?

Dopo aver portato a casa il nostro nuovo amico, è importante pensare alla prevenzione nella sua vita di tutti i giorni, cercando di adottare precauzioni per ridurre o meglio eliminare, le cause di origine ambientale.

Per ambientale intendiamo tutte le cause collegate all’ambiente in cui l’animale vive, soprattutto durante la crescita.

Quali sono queste precauzioni?

  • Evitare un’eccessiva attività motoria che comporta un eccessivo utilizzo delle articolazioni durante la crescita, periodo in cui le articolazioni non completamente sviluppate possono più facilmente degenerare.

  • Tenere d’occhio il peso, soprattutto durante la crescita ma anche dopo. Il peso eccessivo infatti chiaramente grava sulle articolazioni, aumentando il peso che queste devono sopportare. 

  • Evitare traumi a livello articolare, specialmente in età giovanile. I traumi infatti possono comportare una degenerazione della cartilagine nel tempo, con conseguente sviluppo di artrosi.

Queste precauzioni bastano?

Nonostante tutte queste precauzioni, il vostro cane può comunque presentare la predisposizione a sviluppare la displasia.

A seconda della razza, tra i 3,5 e i 4,5-5 mesi, è possibile eseguire le radiografie, esami che ci permettono di prevedere la predisposizione del cane a sviluppare la displasia con conseguente artrosi.

Eseguire le radiografie a quest’età è necessario per poter eventualmente fare un intervento chirurgico non molto invasivo, che riduce la possibilità dello sviluppo dell’artrosi.

Quali sono le possibilità di trattamento?

Se la prevenzione è molto importante, esistono anche dei trattamenti che possiamo utilizzare, se scopriamo che il nostro animale già adulto è colpito da artrosi.

Punto primo la diagnosi. Spesso i proprietari fanno autodiagnosi: se il loro cane è anziano, ha difficoltà a muoversi, ad alzarsi, si stanca facilmente durante la passeggiata ha l’artrosi.

Non è proprio così 

La diagnosi di artrosi la fa il veterinario dopo la visita e preferibilmente dopo aver eseguito delle radiografie che evidenziano le articolazioni colpite e la gravità dell’artrosi stessa.

In alcuni casi anche l’esame del liquido articolare permette di avere un quadro più completo della situazione presente. 

Quando il nostro animale presenterà i primi sintomi: zoppia, difficoltà ad alzarsi, la visita del veterinario stabilirà se il nostro cane ha un’artrosi.

Dopo la diagnosi di artrosi quali sono le possibilità?

Nelle fasi iniziali possiamo utilizzare farmaci come antinfiammatori, antidolorifici e integratori come condroprotettori, utilizzabili sia in prevenzione che durante le terapie.

Generalmente queste terapie determinano subito dei risultati positivi per il cane.

Inoltre, in concomitanza con una dieta appropriata (che ha come scopo il mantenimento di un peso appropriato e di una muscolatura consona), l’utilizzo di condroprotettori ed eventualmente la fisioterapia ci permettono di alleviare il dolore nelle fasi iniziali dell’artrosi.

Però attenzione agli antiinfiammatori

L’effetto della terapia antiinfiammatoria ha generalmente una durata limitata e l’utilizzo frequente di antinfiammatori può comportare delle controindicazioni.

Un’altra possibilità di terapia è quella chirurgica, che consiste in degli interventi invasivi e molto demolitivi quali la protesi o l’artrodesi.

Questa comporta un periodo postoperatorio dove il cane deve essere limitato molto nel movimento e dove le complicazioni possono essere importanti.

Esiste un’ulteriore possibilità: la medicina rigenerativa

La medicina rigenerativa utilizza le cellule staminali per ridurre l’infiammazione, creando un’ambiente più favorevole al ripristino della cartilagine articolare.

Tutto questo riduce, e in alcuni casi addirittura elimina, il dolore articolare; quindi il cane non zoppica più, si rialza con facilità e gioca per periodi più lunghi.

In cosa consiste il trattamento con le staminali?
Nella prima fase si fa un prelievo di materiale dal quale possiamo selezionare le cellule staminali (noi utilizziamo il tessuto adiposo, il grasso). Questo può essere prelevato dal midollo osseo, dal cordone ombelicale, dal sacco amniotico o dal sangue.

Dal tessuto prelevato, vengono poi selezionate le cellule staminali che vengono moltiplicate per ottenerne un numero sufficiente.

Le cellule così ottenute vengono poi iniettate all’interno dell’articolazione dolorante, risultando in un miglioramento delle condizioni del nostro amico.

Quindi?

Tutto questo ci fa capire come il trattamento a cui sottoponiamo il nostro animale è poco invasivo.

Non serve un periodo post trattamento dove l’animale deve essere particolarmente confinato, così come non esiste la possibilità di reazioni avverse perché le cellule sono quelle del nostro animale.

Si consiglia solo un periodo di ridotta attività che dura circa un mese per permettere alle cellule di iniziare a svolgere il proprio lavoro.

Per scoprire di più sul nostro trattamento con le cellule staminali e come può aiutare il tuo amico non esitare a contattarci.

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